Mahmoud Darwish - di Aglaia Zannetti
Pubblicato il 25/02/2024


Mahmoud Darwish: poeta palestinese, poeta del mondo

Aglaia Zannetti ci porta in terra palestinese con le parole del poeta e scrittore Mahmoud Darwish

 

Ricordate!

Sono un arabo

E la mia carta d’identità è la numero cinquantamila

Ho otto bambini

E il nono arriverà dopo l’estate.

V’irriterete?

Ricordate!

Sono un arabo,

impiegato con gli operai nella cava

Ho otto bambini

Dalle rocce

Ricavo il pane,

I vestiti e i libri.

Non chiedo la carità alle vostre porte

Né mi umilio ai gradini della vostra camera

Perciò, sarete irritati?

Ricordate!

Sono un arabo,

Ho un nome senza titoli

E resto paziente nella terra

La cui gente è irritata.

Le mie radici

furono usurpate prima della nascita del tempo

prima dell’apertura delle ere

prima dei pini, e degli alberi d’olivo

E prima che crescesse l’erba.

Mio padre… viene dalla stirpe dell’aratro,

Non da un ceto privilegiato

e mio nonno, era un contadino

né ben cresciuto, né ben nato!

Mi ha insegnato l’orgoglio del sole

Prima di insegnarmi a leggere,

e la mia casa è come la guardiola di un sorvegliante

fatta di vimini e paglia:

siete soddisfatti del mio stato?

Ho un nome senza titolo!

Ricordate!

Sono un arabo.

E voi avete rubato gli orti dei miei antenati

E la terra che coltivavo

Insieme ai miei figli,

Senza lasciarci nulla

se non queste rocce,

E lo Stato prenderà anche queste,

Come si mormora.

Perciò!

Segnatelo in cima alla vostra prima pagina:

Non odio la gente

Né ho mai abusato di alcuno

ma se divento affamato

La carne dell’usurpatore diverrà il mio cibo.

Prestate attenzione!

Prestate attenzione!

Alla mia collera

Ed alla mia fame!

 

Arabo palestinese e cittadino del mondo, Mahmoud Darwish, poeta nazionale della “terra più amata”, la Palestina, e scrittore della Resistenza palestinese, compone questi versi nel 1964: è la sua poesia forse più famosa, Carta d’identità, nella quale si identifica totalmente con la figura del padre; una scrittura dal forte impatto emotivo, in questo caso, versi scritti, come spiega, dopo essere uscito da un ufficio amministrativo israeliano, versi che inaugurano la fase rivoluzionaria e patriottica della sua scrittura e nei quali rivendica con forza l’appartenenza alla sua terra, lui che verrà in seguito definito poeta dell’esilio.

 

 

Buon Ascolto!