STUPEFATTO al Teatro Duse di Bologna
Pubblicato il 15/03/2016


Oggi è "The day after".
Ieri sera in camerino si affollavano in testa mille pensieri, timori, insicurezze.
Poi indossi l'abito di scena, ti prepari, Maria Chiara ti mette il radiomicrofono, in sala l'attesa è stemperata dalla musica, senti i brusii del pubblico, i vigili del fuoco ti girano intorno ispezionando palco e retropalco...
Poi l'annuncio dei "5 minuti" e lo speaker del teatro che invita a prendere posto. 
Tu cammini nervosamente tra il camerino e la quinta. Maria Chiara dice "si va?" e tu non puoi che rispondere SI. 
Buio. Una chitarra. È Gaber che risuona familiare, i tagli bianchi accendono il leggio. È il momento. Entri in scena, ostentando sicurezza. Guardì tutto il pubblico in silenzio. Ti siedi, pulisci lentamente gli occhiali, riponi lo straccetto. 
Pensi ai loro pensieri. Loro forse ai tuoi. È un incontro, è una sfida. Le luci salgono piene. Attacchi. 
Di colpo sei Rico, hai 14 anni e ti avventuri in un percorso di cui sai poco, troppo poco. 
Il respiro del pubblico accompagna il tuo e a tratti si va in apnea insieme. L'emozione cresce, la senti in gola. La ricacci giù. Ritorna e quando meno te l'aspetti esplode.
90 minuti a volte sono un soffio. Ci siamo emozionati tutti, insieme. Esplode l'applauso liberatorio. Ne avevano più bisogno loro che te. Ma ormai non c'è più un loro è un io. Siamo noi. Comparse e spettatori della storia di Rico che si sovrappone alle nostre storie e ci fa pensare.
Il "Duse" da futuro incerto diventa un fotogramma incorniciato. Ricordo indelebile di tutte quelle persone che a bordo palco ti rendono parte delle loro storie e delle loro emozioni.
S'è fatto tardi si smonta e si va a mangiare. Perché non si può andare a dormire così gonfi di emozione. La si stempera a tavola ridendo con gli amici di sempre. Quelli che fanno il viaggio insieme a te. È tarda notte quando si attraversa Bologna a piedi, una città accogliente e silenziosa. Qualcuno riparte. Ma sei matto ti fai il viaggio a quest'ora? Si che lo è. Altrimenti non sarebbe qui. 
E ora chi dorme?!
Pensieri, emozioni, paure svanite. La mente viaggia e il sonno piano piano arriva e quando te ne accorgi è già "The day after".
Si parte per Pistoia. La grande chiesa di San Francesco dove si recita H2Oro.
E domani sarà di nuovo il giorno dopo. E così via. 
Oltre l'età. Fino alla fine, come dimostrano i grandi maestri, perché in teatro, checché ne dica l'Enpals, la pensione non esiste.