Q.B. Quanto Basta
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Q.B. Quanto Basta
UNO SPETTACOLO CHE RIVOLUZIONA IL MODO DI PENSARE
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PARTNER DELLA CAMPAGNA "CIBO PER TUTTI"
PROMOSSA DA FOCSIV, CARITAS, ACLI, AGESCI, SALESIANI e PAX CHRISTI

Lo spettacolo Q.B QUANTO BASTA basato sugli scritti di Francesco Gesualdi, Padre Alex Zanotelli, Maurizio Pallante, Alex Langer, Serge Latouche e molti altri, parte da considerazioni sui sempre più evidenti squilibri climatici causati dall'attività umana per affrontare il tema dell'impronta ecologica, dell'iperconsumo del Nord opulento, della Sovranità alimentare, del sottosviluppo del Sud del mondo, del ruolo delle multinazionali, delle Botteghe del commercio equo, dei gruppi di acquisto solidale (G.A.S.), degli ecoprodotti, della mobilità sostenibile, del riciclo e del riuso.


Più che mai attuale, lo spettacolo sviscera le tematiche strumentalizzate da Expo 2015 (sulle quali i media hanno veicolato per 6 mesi un'informazione falsata e fuorviante), affrontando ogni argomento con la visione concreta e costruttiva tipica del terzo settore e frutto dell'esperienza delle ONG con le quali da anni collaboriamo.


Crediamo sia sempre più necessario diffondere tra i giovani, e non solo, questi principi fondamentali di salvaguardia del bene comune, per contribuire a contrastare la visione a senso unico imposta dal mercato delle multinazionali.


Scegliere uno stile di vita sobrio migliora la qualità della nostra vita individuale e collettiva, ci apre a una nuova relazione con gli altri ed è la soglia di accesso a un avvenire di equità tra gli uomini e tra i popoli.


Uno spettacolo teatrale che invita a riflettere su un modello di sviluppo alternativo, orientato alla giustizia sociale, alla dignità umana e alla salvaguardia del Creato.


Lo spettacolo ha ricevuto il Patrocinio del Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Gesualdi ed è stato particolarmente apprezzato dal teorico francese della "Decrescita" Serge Latouche.


INTERVISTA A ERCOLE ONGARO (co-autore del testo)
 
Perché hai scritto questo testo?
Mi è sembrato necessario continuare il discorso intrapreso con lo spettacolo “H2Oro”, che tanto consenso ha incontrato in Italia e ha fatto da supporto alla mobilitazione del movimento per mantenere  l’acqua  pubblica.  Dalla  riflessione  sul  che  cosa  beviamo,  sul  quanto  e  come consumiamo  un  bene  prezioso  e  essenziale  come  l’acqua  è  opportuno  passare  a  riflettere complessivamente sui nostri stili di vita, sul western way of life, perché è ormai evidente che il nostro modello consumistico è irreplicabile, inadottabile da tutti gli abitanti del pianeta, ossia da quell’80% di  persone che ha consumi da sopravvivenza. E’ una questione cruciale di cui tutti devono prendere coscienza e far seguire comportamenti coerenti.

Si può sperare che qualcosa cambi?
E’  stato  possibile  invertire  l’indirizzo  della  privatizzazione  dell’acqua,  quindi  dobbiamo  osare cambiamenti più vasti, tanto più che il cambiamento lo facciamo cominciare da noi. Sono state possibili rivoluzioni politiche senza armi, senza violenza, perché non dovrebbe essere possibile questa rivoluzione dal basso, che manda segnali precisi ai gruppi di potere economico e politico?
Del  resto  gli  esperti  ci  dicono  che  non  abbiamo  alternative:  o  cambiamo  o  andremo  a  un peggioramento irreversibile.
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