Non potevamo chiamarci fuori, sappiamo che non paga.

Il nostro è un teatro civile, una via per rispondere - non sullo stesso piano - alle violenze verbali costantemente urlate in questi tempi difficili. Accettare di vivere una sindrome dell’assedio costruita ad arte; riconoscere soltanto nemici da accusare e non problemi di cui farci carico; dover soffocare l’istinto di accoglienza e solidarietà verso i migranti, versi i più deboli; lasciarsi sopraffare da un costante flusso di informazioni, pareri e chiacchiericci disumanizzati… No, non fa per noi.

Non si può restare indifferenti e muti di fronte a questo scempio dell’umano.  È doveroso che ciascuno combatta contro il peggiore dei silenzi, quello della vigliaccheria. Come un faro lontano che nella notte segnala ai marinai la rotta da seguire per evitare la collisione, il nostro vuole essere un piccolo contributo affinché migrazione e razzismo, accoglienza e solidarietà, prendano vita nelle storie quotidiane prima ascoltate e poi raccontate. Per creare ogni giorno, ogni sera, un resistente nucleo d’umanità che si interroga in teatro e si saluta con un abbraccio che mostri nel concreto cosa significhi RESTARE UMANI.  

Diceva Bertolt Brecht: ”Non si dica mai che i tempi sono bui perché abbiamo taciuto”.

Al debutto del 2009 realizzato con gli auspici del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Campagna “Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti” e del Centro Nuovo Modello di Sviluppo.


 

Teatro Clandestino

di Chiara Spadaro - recensione su "CARTA"
 

Buio in sala. Nel silenzio, l’uomo nero potrebbe assalirti da un momento all’altro, senza essere visto. Ma poi una luce si accende – sul palco – e illumina il viso di una persona. La sua pelle è bianca – ma potrebbe essere di un altro colore – le sue parole, i gesti e i passi sul palco raccontano di un viaggio, alla ricerca di un’identità, di un pezzo di carta. Di un’identità di carta. «Non basta vivere per esistere – spiega l’attore con le parole dell’antropologo Marco Aime – occorre un documento che dica chi sei. Un timbro che affermi che tu sei vivo ora, qui».

«Identità di carta.» è il titolo dello spettacolo della compagnia teatrale Itineraria, scritto da Ercole Ongaro e interpretato da Gilberto Colla e Fabrizio De Giovanni . Uno spettacolo che ripercorre la lunga storia del razzismo in Europa per far riflettere sui temi dell’esclusione dell’altro – il diverso: migrante, diversamente abile, omosessuale, rom – e della ridicola e triste difesa della nostra identità.

«Come storico – spiega l’autore Ercole Ongaro – parto dal fatto che la storia europea ed italiana ha un passato razzista. Basta guardare alla nostra storia coloniale: per lungo tempo si è steso un velo di silenzio sull'aspetto razziale del colonialismo italiano. Allo stesso modo si è cercato di ridimensionare l’antisemitismo fascista, riducendolo a un fenomeno di opportunismo o di imitazione subalterna del modello nazista». Nasce da una ricerca attenta e sensibile su questo tema nella storia italiana, attingendo ai molti saggi scritti sull'argomento, ai dati del fenomeno migratorio, a fatti di cronaca quotidiana e alla propria storia personale, questo testo teatrale che «vuole far discutere e riflettere usando l’emozione che il teatro ti dà – spiega Ercole –, spingendoci a uscire dall’indifferenza e dalla rassegnazione e darci energia per difendere la dignità di una sola razza, quella umana».

Il palcoscenico è spoglio, semplice: due tavolini, due sedie e un piccolo armadio che contiene documenti, dati, informazioni sul fenomeno migratorio e notizie sulla politica della paura e i suoi effetti discriminanti. Le musiche – scelte da Maria Chiara Di Marco – e le luci – ammaestrate da Valerio Romano – valorizzano la scena e scandiscono il ritmo delle parole degli attori.

Ma è un palcoscenico in trasformazione, nel corso dello spettacolo la scena cambia, diventa lo spazio delle narrazioni dei migranti, di chi «cade nell’inganno» di una terra ospitale e amica. E cambiano gli attori, diventano i sindaci sceriffi dell’Italia che introduce il reato di clandestinità, che uccide Abdoul che ha rubato due pacchetti di biscotti in un bar a Milano, che accoglie gli immigrati rinchiudendoli nei Cpt.

E cambiano anche gli spettatori, seduti lì, a guardare questa storia che sembrerebbe un po’ strana e incredibile, se solo non fosse vera. E quando le luci si spengono di nuovo – ma la storia non è ancora finita, che continua là fuori –, controlli la tua «identità di carta» – è ancora lì, nel portafoglio – e un po’ ti vergogni e ti chiedi se clandestino non lo sei un po’ anche tu.



Galleria video

ABBATTERE I PREGIUDIZI PER RESTARE UMANI

11/12/2026

h 20:30

San Giovanni di Fassa
Teatro Parrocchiale
Strada Madona da l’Aiut

11/12/2026

h 08:30

San Giovanni di Fassa
Teatro Parrocchiale
Strada Madona da l’Aiut

11/12/2026

h 11:00

San Giovanni di Fassa
Teatro Parrocchiale
Strada Madona da l’Aiut
Messaggi del pubblico

Grande passione e impegno
Francesca (15 anni), Cernusco sul Naviglio

È stato uno spettacolo molto toccante, ma anche simpatico. Abbiamo apprezzato l'uso di parole che al giorno d'oggi vengono censurate. Avete [...]
Julis (17 anni), Morbegno

Lo spettacolo è di sicuro altamente immersivo, nonché proattivo nel sottolineare l'importanza della estremamente attuale situazione dei mi [...]
Francesco (17 anni), Roma

È stato un bello spettacolo. Non mi aspettavo che fosse così bello
Jennifer (14 anni), Cernusco sul Naviglio

Grandi! Una meravigliosa presa di coscienza. Continuate così!
Francesca (16 anni), Cologno Monzese

Ha aperto gli occhi a moltissimi ragazzi e mi ha fatto capire meglio in che mondo viviamo
Andrea (15 anni), Cernusco sul Naviglio

Interessante, mi è piaciuto particolarmente come è stato gestito lo spettacolo e di come sono stati trattati i temi.
Stefano (17 anni), Morbegno

Fantastica modalità per parlare di un tema così importante. Continuate così!
Marco, Colico

Lo spettacolo è stato straordinario, ha trattato alcuni temi a giorno d’oggi poco trattati o dati per scontato.
Luigi (15 anni), Milano

Vi prego portate questo spettacolo OVUNQUE, mi avete fatto piangere ed emozionare molto ed è difficile che accada. Ho apprezzato immensamen [...]
Maria (16 anni), Morbegno

È stato uno spettacolo molto emozionante, parla di tematiche vere che molte volte vengono trascurate
Gabriele (15 anni), Monza

Bellissimo spettacolo, molti insegnamenti importanti
Laura (16 anni), Milano

Mi è piaciuto molto questo spettacolo mi ha insegnato molto e ha trattato un argomento molto importante, ho capito come dare una mano grazi [...]
Martina (16 anni), Cernusco sul Naviglio

Lo spettacolo affronta il tema del razzismo in modo profondo e autentico, stimolando riflessioni importanti sulla società e sull'umanità.
Alessandro (15 anni), Monza

Ma come fate a ricordarvi a memoria tutto? Siete troppo bravi!
Studente (15 anni), Cernusco sul Naviglio

Spettacolo fantastico su un tema costantemente stravolto a cui preferiamo dare le spalle. Progetti come questo accrescono in me la voglia di [...]
Alessandro (16 anni), Roma

Bello spettacolo, che fa riflettere soprattutto sul dare di più agli altri Dare senza aspettare di ricevere
Gabriella (16 anni), Locarno

Servirebbero più spettacoli di questo genere! Complimenti.
Simona, Colico

Grazie, un'iniezione di fiducia e di amore verso gli altri.
Vania, Milano

Lo spettacolo è stato molto bello e interessante, avete trovato anche modi alternativi per parlare di tematiche serie, importanti, che trop [...]
Rossella (16 anni), Morbegno

Questo spettacolo mi ha fatto scoprire molto e mi ha fatto capire che erano poco le cose che sapevo
Nicoletta (15 anni), Milano

Spettacolo molto acceso, interessante ed emozionante
Mattro (17 anni), Roma

Mi é piaciuto il modo con cui con ironia e semplicità sono state toccate tematiche profonde e attuali. Complimenti!
Eleonora (16 anni), Brugherio

Bravissimi gli attori
Lorik (15 anni), Locarno

Lo spettacolo affronta tematiche importanti che non sono per nulla nuove ma vengono trattate da punti di vista che troppo spesso sono soprav [...]
Giulia (17 anni), Morbegno

Recitato bene, coinvolgente e ricco di storie dìverse
Alessandro (15 anni), Morbegno

Molto interattivo, complimenti agli attori
Jack (17 anni), Monza

Oltre ad essere uno spettacolo piacevole, manda anche un messaggio importante, che non può essere dato per scontato.
Alessio (17 anni), Monza

Mi sono piaciuti particolarmente i video documentari, testimoni che ancora un po' di empatia nel mondo rimane.
Julia (18 anni), Monza

Nonostante non mi piaccia la storia e particolarmente il teatro, Fabrizio ha un bel modo di comunicare e porgersi che ha reso tutto molto co [...]
Naimah (17 anni), Locarno
Rassegna stampa
Informazioni

Interpreti Gilberto Colla e Fabrizio De Giovanni
Regia di Gilberto Colla
Testo di Ercole Ongaro e Fabrizio De Giovanni
Direttore Tecnico Maria Chiara Di Marco