Q.B. QUANTO BASTA - stili di vita per un futuro equo

E' difficile credere che l'umanità possa avere un futuro, se continuiamo con l'attuale ritmo di vita, di consumi, di saccheggio delle risorse, di inquinamento, di violenza sulle specie viventi, di distruzione delle foreste e del territorio, di degrado della biosfera ...
È necessaria e urgente un'inversione di rotta, se vogliamo che le prossime generazioni abbiano un futuro: avere la speranza di un futuro è condizione indispensabile di vita. La sobrietà nei nostri stili di vita è la soglia di accesso a un avvenire di equità tra gli uomini e tra i popoli e di salvaguardia del creato. Scegliere uno stile di vita sobrio migliora la qualità della nostra vita
individuale e collettiva, ci apre a una nuova relazione con gli altri, ci permette di godere la bellezza della vita nella dimensione della condivisione e della convivialità.
Uno spettacolo teatrale per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti, per aiutarci a deporre nelle pieghe dell'agire quotidiano i semi di un futuro diverso.
Realizzato con il Patrocinio del "Centro Nuovo Modello di Sviluppo" di Vecchiano.

Lo spettacolo aderisce alla Campagna Ambiente LVIA "Molla la plastica" www.lvia.it 

Una produzione della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi
Da un progetto di Fabrizio De Giovanni e Maria Chiara di Marco
Testo: Ercole Ongaro e Fabrizio De Giovanni
Collaborazione alla messinscena: Rocco Barbaro
Interprete: Fabrizio De Giovanni
Musiche originali: Augusto Ripari
Allestimenti tecnici e scenografici: Maria Chiara Di Marco
Operatore video e post produzione video: Franco Valtellina (Videoval Produzioni)
Animazioni e illustrazioni: Laura Campanella
Datore luci e macchinista: Karim Abou el Dahab
Direttore di scena: Gilberto Colla
Regia: Fabrizio De Giovanni
Grafica: GinasiDesign
Segreteria: Federica Di Marco 



Scaletta dello spettacolo, interviste ed altre informazioni in questo file:
QB Quanto Basta.zip
Bambini Esclusi - Diritti dell'infanzia ancora negati
Spettacolo premiato con una targa d'argento
dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi
Con il Patrocinio
della Presidenza del Consiglio dei Ministri
del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
della Regione Lombardia - Famiglia e Solidarietà Sociale
del Comitato Italiano per l'UNICEF Onlus
e della Fondazione Cariplo
Dal testo di Ercole Ongaro, una produzione del Comitato UNICEF di Lodi.
"Fate il possibile per far sapere al mondo cosa succede a noi bambini. Perché
altri bambini non debbano subire queste violenze". Queste sofferte parole di una bambina-soldato dell'Uganda sono il motivo conduttore di un percorso drammaturgico che lo storico Ercole Ongaro ha elaborato a partire dalla rigorosa selezione di dati – nella lettura scenica esposti da un narratore (Gilberto Colla) – e di testimonianze in prima persona proposte da due lettori (Aglaia Zannetti e Fabrizio De Giovanni).
La regìa di Roberto Carusi si avvale perciò di una interpretazione attenta alla parola, supportata da suoni e immagini capaci di coinvolgere chi assiste alla lettura.

Esplorando quello che oggi è chiamato il Sud del mondo, questo pezzo di teatro-documento prende l'avvio da un fatto che ha dell'incredibile (ogni otto secondi un bambino muore di fame) per giungere alla conclusione che soltanto dai sogni dei bambini può nascere una realtà più nuova e più giusta.
Lo spettacolo ha debuttato nell'ottobre del 1999 con il Patrocinio dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ministro per la Solidarietà Sociale. Nel 2003 la Presidenza del Consiglio e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali hanno ribadito tale Patrocinio.
Voci dalla Shoah - (le testimonianze di tre sopravvissuti ad Auschwitz)
E' un oratorio laico a tre voci di Roberto Carusi, liberamente tratto dall'omonima opera edita da La Nuova Italia (con prefazione di Alessandro Galante Garrone e introduzione di Claudio Facchinelli) che raccoglie le testimonianze che Goti Bauer, Liliana Segre e Nedo Fiano, ex-deportati ad Auschwitz, hanno portato di persona e con la loro viva voce per molti anni nelle scuole superiori. Vi compaiono anche citazioni dal "Dizionario del lager" di Oliver Lustig (anch'esso edito da La Nuova Italia).
Le voci sono degli attori Lorella De Luca, Carmen Piga e Fabrizio De Giovanni.
La regia è dello stesso Roberto Carusi. La durata della lettura è di un'ora circa.
È prevista la presenza dell'autore Facchinelli o del regista per una introduzione
ai temi della lettura.

Recensione apparsa su "Sipario"
VOCI DALLA SHOAH
liberamente tratto dall'opera omonima di Goti Bauer, Liliana Segre e Nedo Fiano. Regia di Roberto Carusi. Interpreti: Lorella De Luca, Carmen Piga, Alessandro Ferrara. Sala Consiliare di Peschiera Borromeo.
Sono pochi coloro che ancora possono parlare, in prima persona, delle vicende della Shoah, il genocidio degli ebrei perpetrato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, e col passare degli anni il loro numero si va sempre più assottigliando. Dalle testimonianze che tre ex deportati, con immensa sofferenza e fatica, hanno riportato negli ultimi anni in centinaia di scuole, è nato un libro: Voci dalla Shoah. È un documento sconvolgente, che racconta tre storie simili nella successione dei fatti ma discordi negli stili comunicativi: dal sublime distacco di Goti, all'emotività non trattenuta di Nedo, allo sguardo di bambina di Liliana.
Roberto Carusi ne ha tratto un oratorio laico a tre voci, nel quale i tre racconti, così uguali e così diversi, si rincorrono come in una fuga musicale, in una tessitura che nel continuo rimando e confronto restituisce risonanze laceranti alle emozioni che promanano dalla pagina scritta. La struttura drammaturgica procede a episodi alternati da stasimi, spesso recitati coralmente, costruiti con materiali tratti dal Dizionario del Lager di Oliver Lustig, e da frammenti della prefazione di Alessandro Galante Garrone e dall'introduzione di Claudio Facchinelli.
Fra il pubblico, la sera del debutto, Goti Bauer e Liliana Segre hanno applaudito a lungo i sobri ed efficacissimi attori che, con grande commozione, prestavano le loro voci a una tragedia i cui protagonisti erano di fronte a loro.
L'oratorio, che sarà riproposto nel prossimo autunno a Milano, è rivolto soprattutto ai giovani e agli studenti delle scuole superiori, e vuole offrire un contributo affinché quelle atrocità non abbiano a ripetersi in nessuna parte del mondo.

Milano 27/01/2005
Perdonate la mia timidezza.
Avrei voluto stringere le mani ad ognuno di voi. Ogni vostra voce mi ha emozionato.
Ma la sensibilità al tempo, il dover concentrare poche e giuste parole, o un lieve e appropriato silenzio, mi hanno lasciato, silenziosamente, desistere. Alla faccia delle 33 primavere.
Un doppio nodo, uno di quelli che le madri insegnano ai figli perché le scarpe davvero non si slaccino, mi lega alla porzione di storia che voi raccontate. Perché è vero, in essa si ritrova l'abisso dell'attitudine umana. E d'altro canto la vetta più alta; la nobiltà, la dignità, la forza, pur disperata, nelle parole da voi
lette. Avete fatto bene: nessuna morbosità. Piuttosto la sfida della durezza della memoria, portata dalla delicata spigolosità della lettura. Non avete ecceduto in particolari. È stato importante concentrare l'attenzione, le risorse, non sul macabro, ma sul tragico.
L'applauso per tutto questo non poteva essere. Il silenzio il commento appropriato.
Solo quando è stato definito che sarebbe stato rivolto a voi, e non a ciò che voi cantavate senza musica, è stato possibile liberare le sensazioni. Tangibile, non solo percepita, la vostra emozione.
Avrei voluto stringervi le mani. Da lontano, con riconoscenza. Francesco »
(lettera di uno spettatore in occasione della replica di "Voci dalla Shoah" trasmessa in diretta dall'Auditorium di Radio Popolare)
“La vergogna e la memoria” (Spettacolo per l'anniversario della sconfitta del Nazifascismo)
Dalla genesi del fascismo (documentata, nel corso della lettura, da filmati d'epoca) alla lotta di Resistenza e alla nascita della Repubblica democratica, il montaggio della regista Lidia Gavinelli propone testimonianze, storie di vita, citazioni letterarie che inducono vecchie e nuove generazioni a riflettere su un momento tragicamente nodale della storia italiana ed europea.
Con un recital a tre voci, scandito da spezzoni autentici di documentari d'epoca, Lidia Gavinelli ha ricostruito il percorso ideale di una tragica realtà storica: quella che portò l'Italia dal fascismo alla II Guerra Mondiale e quindi alla riconquista della libertà attraverso la Resistenza.
A ricordare gli eventi sono gli stessi protagonisti e testimoni, che non di rado furono poeti e scrittori.
L'interpretazione di questa riproposta (quanto mai attuale) di ITINERARIA è di Roberto Carusi, Fabrizio De Giovanni e Lorella De Luca, per la regia di
Lidia Gavinelli.
La riproduzione della documentazione audio/video (a cura di
Lidia Gavinelli) è di Maria Chiara Di Marco.
“Dove è nata la nostra Costituzione”(spettacolo per la ricorrenza del 2 giugno)
Premiato con una targa d'argento dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi
"Questa non è una Carta morta, è un testamento. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, perché lì è nata la nostra Costituzione"
(P. Calamandrei, "Discorso ai giovani", Milano 26 gennaio 1955)

Si discute molto, di questi tempi, della Costituzione della Repubblica Italiana (1946, in vigore dal 1948). Ma spesso si dimentica che essa è – a ragione – considerata una delle migliori del mondo. E non a caso. Infatti, come lo storico Ercole Ongaro dimostra documentatamente nella sua lettura scenica "Dove è nata la nostra Costituzione", in essa confluiscono le spinte ideali di un secolo di storia: dal Risorgimento all'Unità d'Italia, dalla prima alla seconda guerra mondiale, dal fascismo alla Resistenza, dalla monarchia alla Repubblica, fino al traguardo della libertà.

Nella messinscena del testo di Ongaro da parte della Compagnia Teatrale Itineraria, Roberto Carusi fa emergere dal significativo bassorilievo di sfondo le sculture a tutto tondo di quattro dei padri costituenti. Attraverso le loro stesse parole (da diari, epistolari, biografie fino alle appassionate discussioni in Assemblea) si evince un filone di continuità etica, fondata sui diritti della persona e che accomuna visioni laiche e fideistiche.
Perciò, al di là di ininfluenti ritocchi del contesto normativo, si può dedurre che i valori su cui la Costituzione della Repubblica è costruita non possono trovare sostituzioni né subire casuali e arbitrarie revisioni.
"Dove è nata la nostra Costituzione": un documento teatrale per i giovani che non sanno, per gli anziani che non ricordano.
Nel 1998, in occasione del 50° anniversario dell'entrata in vigore della Costituzione italiana, l'Istituto Lodigiano per la Storia della Resistenza e dell'età contemporanea producendo questo spettacolo ha voluto contribuire ad alimentare la memoria e la riflessione su quando e come è nata la legge fondamentale del nostro Stato. Ma nel focalizzare l'attività svolta dall'Assemblea Costituente nei 18 mesi trascorsi dal giugno 1946 al dicembre 1947 ha preso sempre più spessore una verità: gli uomini e le donne della Costituente portavano in quel loro appassionato lavoro tutta la loro esperienza passata e nelle loro esistenze si compendiava il lungo e tortuoso cammino del nostro Paese per la conquista della libertà e della democrazia. Si è così voluto ripercorrere questo cammino - queste "stazioni sulla via della libertà" - attraverso i percorsi biografici di quattro costituenti (Piero Calamandrei, Teresa Noce, Lelio Basso, Giuseppe Dossetti) che rappresentavano le principali correnti ideali e forze politiche che, dopo la tragedia della dittatura e della guerra, collaborarono per dare all'Italia una Costituzione intesa come legge di vita per la società e non solo come legge per i poteri dello Stato.

Le voci sono degli attori Fabrizio De Giovanni (Calamandrei), Lorella De
Luca (Noce), Gilberto Colla (Basso), Luca Passeri (Dossetti).
La regia è di Roberto Carusi.
La riproduzione della documentazione sonora (a cura di Donato Rivetta) è di
Maria Chiara Di Marco.
"Mia terra, patria mia" (Versi e prose di autori palestinesi)
MIA TERRA PATRIA MIA (il titolo è un verso del poeta Bsyso) è un recital a due voci per attore e attrice, che l'Associazione Culturale e Teatrale ITINERARIA propone - nella sua serie di letture sceniche "Per non dimenticare" - come testimonianza in prima persona delle sofferte vicende del popolo palestinese.
Non a caso la richiesta di approfondire drammaturgicamente un tema tanto tragico e attuale è venuta dalla Rete Radiè Resch, che da quasi quarant'anni lavora per la coscientizzazione e la solidarietà nei confronti dei Palestinesi.
L'originalità della proposta sta nel fatto che a illuminare gli aspetti salienti di questa tragedia del nostro tempo sono tutti testi - ora in prosa, ora in poesia - di autori essi stessi palestinesi (tra gli altri Bsyso, Darwish, Kanafani, Giabra).
Perciò essi - senza nulla togliere alla loro qualità artistica - possono identificarsi con quella letteratura "di necessità" che caratterizza molte popolazioni tuttora oppresse nel mondo contemporaneo.
In particolare i brani montati nella lettura scenica sono stati tratti dall'antologia poetica Palestina, Poesie di Habibi e dal saggio Tenir bon (edizione francese) di Shehadeh.
Al di là di ogni valutazione politica sugli eventi intercorsi in poco più di un anno, resta intatto ed evidente il taglio culturale e autobiografico delle testimonianze legate alla storia della propria identità etnica.
Quali raccordi tra le varie "tessere" del mosaico - oltre all'album "Palestinian songs from arabic poems" del complesso musicale palestinese Mustafa Al Kurd Group - sono stati scelti frammenti dalle 80 Tesi dell'Associazione Gush Shalom (nella versione delle Donne in nero) e da Collage palestinese (diario di un viaggio della Rete Radiè Resch in Palestina).

Lo scenografo Emiliano Viscardi ha elaborato visivamente talune indicazioni tematiche del regista e dei testi stessi tramite immagini allegoriche (proiettate su velario) ed elementi scenici realistici, quale il pozzo, o metaforici quale la goccia che vi cade per tutta la durata dell'evento teatrale.
I testi sono interpretati da: Lorella De Luca e Fabrizio De Giovanni
Regia: Roberto Carusi
Scenografie: Emiliano Viscardi Dcon la collaborazione di Maria Chiara Di Marco
Direttore tecnico: Maria Chiara Di Marco
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"H2Oro"
9-09-2010 , ore 20.30
Seriate (BG) - Teatro Aurora.
"H2Oro"
12-09-2010 , ore 21.00
Novellara (RE) - Cortile della Rocca, Piazzale Marconi 1 - in caso di maltempo Teatro della Rocca .
"H2Oro"
13-09-2010 , ore 21.00
Borgo Panigale (BO) - Sagrado delle Famiglie, via Mameli, 5 - in caso di pioggia Sala Polivalente in via Lepido 25.